Facebook non riconosce i nudi artistici e li censura


Facebook non riconosce i nudi artistici e li censura. L’algoritmo di Facebook ha censurato i nudi di Rubens. Dopo la statua del Nettuno di Bologna o la iconica fotografia della guerra in Vietnam raffigurante dei bambini nudi in fuga dal napalm firmata da Nick Ut (solo per citarne alcune) ora il social network, il cui algoritmo non sembra essere in grado di riconoscere che si tratta di nudo artistico, ha oscurato le opere del noto pittore fiammingo del 17esimo secolo. Ma l’ufficio del turismo e i musei belgi non hanno tardato a far sentire la loro voce, prima con una lettera indirizzata direttamente a Mark Zuckerberg e poi con un video ironico che ha fatto il giro del web.

La storia
Dopo che Facebook ha messo il bollino rosso alla “Discesa dalla Croce” del celebre pittore fiammingo, Visit Flanders, l’ufficio del turismo delle Fiandre, ha scritto una lettera aperta a Mark Zuckerberg – alla quale si sono associati altri musei ed istituzioni culturali -, chiedendogli di distinguere tra arte e pornografia e lamentando il fatto che in questo modo non possono pubblicare sul social le opere dei loro Maestri.

La lettera
“Indecente, è questo il modo in cui il seno, i glutei e i cherubini di Peter Paul Rubens vengono considerati, ma non da noi, bensì da voi”, hanno messo nero su bianco i firmatari che hanno chiesto al sito californiano di trovare una soluzione al problema. “Potremmo riderci sopra – proseguono -, ma questa censura complica la vita degli attori culturali che vogliono far scoprire le opere dei maestri fiamminghi”. Secondo il ceo di Visit Flanders, Peter De Wilde “oggi non è più possibile promuovere il nostro patrimonio culturale unico sul social network più popolare”. Ancora più dura la portavoce Tama d’Haen che ha lamentato il fatto che “il 20% dei post (su Facebook) dedicati ai Maestri fiamminghi non possono essere mostrati al mondo”.

Il video virale
Ma le azioni di protesta non si sono fermate alla lettera a Zuckerberg. L’agenzia Belga riferisce infatti che domenica scorsa l’ufficio del turismo ha deciso di dar vita ad una protesta ironica diffondendo un video via web che invita i visitatori della House of Rubens di Anversa, ad allontanarsi dai dipinti del pittore barocco per “proteggersi dalla nudità”. Da parte sua – scrive l’Ap – Facebook ha replicato che sta studiando il caso e che sta “rivedendo il suo approccio sul nudo nella pittura per quanto riguarda la pubblicità sul social”, sottolineando che per ora le regole del social filtrano i contenuti per adulti o “le nudità o altre attività sessualmente provocatorie”.

Reazioni anche fuori dal Belgio
Il caso ha innescato polemiche e suscitato non poca curiosità anche fuori dai confini del Belgio. Il giornale francese Le Figaro ha ricordato che dopo ‘La libertà che guida il popolo’ di Eugene Delacroix e altre opere d’arte adesso tocca anche alla “Discesa dalla Croce” di Rubens di fare i conti con l’algoritmo di censura del social network. (Fonte: SkyTg24).


Anche Umbria diversi nudi sono stati censurati. La mostra di Vittorio Sgarbi, ‘Seduzione e potere’, si è aggiudicata il ‘bollino rosso’ di Facebook, che indica come non appropriate ad un pubblico non adulto le meravigliose opere d’arte che raccontano la bellezza femminile tra Cinquecento e Settecento.

E poi ancora una volta a Gualdo Tadino la censura di Facebook si abbatte sulla nuova mostra evento a cura di Vittorio Sgarbi e Cesare Biasini Selvaggi “Luciano Ventrone. Meraviglia ed estasi” inaugurata lo scorso 15 aprile nella Chiesa Monumentale di San Francesco. Due bellissimi fondoschiena: il percorso espositivo, oltre alle celebri nature morte del Maestro, comprende anche due rari nudi, Il filo di perle e Intimi momenti, un momento di riflessione fisico sulla bellezza spirituale del corpo femminile, sulla sua splendida plasticità.

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